Nome, marchio, colori
i tuoi
Il sistema
È la prima cosa che mi chiedono, quindi la dico subito io: sì, il motore è lo stesso per tutti — e nessuno dei tuoi clienti se ne accorgerà mai, perché di quel motore non si vede niente. Il negozio invece te lo taglio addosso come qualsiasi altro sito che faccio. Quello che non reinvento ogni volta è solo la parte che non ha bisogno di essere inventata.
La domanda che mi fanno per prima
Automobili di marche diverse dividono lo stesso pianale — sospensioni, freni, elettronica — e nessuno si sogna di dire che sono la stessa macchina. Qui funziona uguale: quello che si eredita è la meccanica, e la meccanica non si vede. Quello che si vede nasce con te, pezzo per pezzo.
Quello che si eredita
La meccanica
pesi, box, ritiro, spedizione, app del banco — la parte che nessun cliente guarda mai
Nome, marchio, colori
i tuoi
Tagli, prezzi, fotografie
i tuoi
Zone, orari, corriere
i tuoi
Il tuo cliente non vedrà mai la pagina di un’altra bottega: vedrà la tua carne, ai tuoi prezzi, fotografata da te, sotto la tua insegna. Della meccanica sotto non gli importa niente — non la nota, esattamente come non nota il registratore di cassa.
Il motore intanto gira già su una macelleria vera: quarantacinque tagli, prezzi al chilo, ordini che arrivano. Si chiama Macelleria Parodi, sta a Genova e non esiste — l’ho inventata per avere un posto dove le cose si rompono prima, e le rompo io invece dei tuoi clienti.
Nessun macellaio si forgia i coltelli.
I coltelli, la bilancia, la cella si comprano già fatti, e il mestiere ce lo metti tu. Io lavoro uguale: motore e app arrivano pronti e collaudati, tutto il resto lo taglio sulla tua bottega. E c’è una cosa che un lavoro cominciato dal foglio bianco non può avere: quello che aggiusto o aggiungo per una bottega, il mese dopo ce l’hai anche tu, senza pagarlo a parte.
Guarda da che parte cade la riga: a sinistra la meccanica, che eredita tutta e non si vede; a destra ogni singola cosa che un cliente incontra entrando. Non è un caso, ed è la risposta alla domanda vera.
Il sito online, in HTTPS, sul suo indirizzo
Il nome, il marchio, i colori
La vendita al peso col suo scostamento
Le soglie: quanto puoi sgarrare, taglio per taglio
I box componibili e quelli già pronti
I prezzi, che sono tuoi e cambiano quando vuoi
Il ritiro con giorno e ora, e la consegna in zona
Le fasce e i giorni in cui apri
La spedizione refrigerata, già scritta e spiegata
Il corriere, se decidi di spedire
L’app del banco sul telefono
Le fotografie dei tagli — l’unica cosa che non si clona
La struttura del catalogo: reparti, schede, cotture, allergeni
Chi risponde al telefono quando un cliente chiama
Quello che resta a te non è il lavoro sgradevole avanzato: è tutto quello che ti distingue da un altro macellaio. Se lo scegliessi io al posto tuo — i tagli, i prezzi, le fotografie — allora sì che avresti il negozio di qualcun altro col tuo nome sopra. È per questo che questa colonna non te la tocco.
La parte noiosa, detta chiara
Cioè tu. Non è un modo di scaricare il problema: è come funziona, e chi ti dice il contrario ti sta vendendo qualcosa. Quello che posso fare, e che faccio, è darti i posti dove metterle e non farti dimenticare niente.
Ogni scheda ha il suo campo. Se lo lasci vuoto, il sistema te lo segnala prima di pubblicare.
tu li scriviIl numero di lotto si scrive dall’app quando prepari l’ordine, e finisce sul documento che parte col pacco.
tu lo scriviRagione sociale, sede, bollo CE, partita IVA: nel piè di pagina e sui documenti, dove la legge vuole che stiano.
li metto ioSui deperibili il diritto di recesso non si applica, ed è scritto nelle condizioni di vendita che arrivano col sito.
le scrivo ioSe hai già un consulente che ti segue sull’etichettatura, lavoro con lui volentieri: mi dice cosa deve comparire e io lo metto dove serve.
Luciano Zangari
per come è fatto il sistema
Il macellaio
per quello che ci vende dentro
Ti risponde una persona. Se guardando il tuo caso mi accorgo che non regge, te lo dico prima di farti spendere.